Un atrio diventa una negoziazione tra arrivo corporeo e arrivo delegato.
L’ARCHITETTURADELLA PRESENZA
Se l’IA può sempre più partecipare, negoziare e agire per noi, cosa rende la presenza fisica una scelta che vale la pena fare e come dovrebbe rispondere l’architettura?
TESI
L’IA può sempre più essere presente per noi.
L’architettura comincia dove scegliamo ancora di essere presenti di persona.
DOMANDA ARCHITETTONICA
Cosa rende la presenza una scelta che vale la pena fare?
Questo progetto chiede come la presenza delegata cambi valore, progetto e ruolo sociale dello spazio fisico. Anziché trattare l’IA come un livello aggiunto agli edifici, tratta l’azione per rappresentanza come una pressione che riorganizza soglie, attesa, riunione, lavoro, apprendimento, cura e ospitalità.
IMMAGINAZIONE SPAZIALE
Tre scene architettoniche
Un’aula, uno studio o un forum civico ospita corpi presenti accanto a partecipanti rappresentati.
La casa diventa un luogo da cui una persona invia presenza delegata nei sistemi esterni.
PROPOSIZIONI ARCHITETTONICHE
Dall’interazione all’ordine spaziale
La ricerca diventa architettonica quando passa dal solo galateo a stanze, istituzioni, circolazione, interfacce, soglie e condizioni corporee della compresenza.
La presenza delegata è spaziale
Un rappresentante cambia la comunicazione e riorganizza dove le persone devono andare, quanto restano, quali incontri richiedono ancora presenza corporea e come le istituzioni mettono in scena la partecipazione.
L’architettura comincia dove finisce l’efficienza
Mentre le macchine assorbono i compiti strumentali, il valore dell’architettura può passare dalla gestione efficiente delle persone a una compresenza desiderabile, leggibile e umana.
La presenza ha gradienti architettonici
La partecipazione non è più binaria. Gli edifici ospiteranno combinazioni di presenza diretta, presenza rappresentata, osservazione a distanza, partecipazione parziale e assenza strategica.
Lo spazio umano è un criterio progettuale
La genealogia di Aalto conta qui come sistema di valori: calore, tattilità, scala, luce, morbidezza sociale, raccoglimento e comfort corporeo diventano criteri per valutare l’architettura in condizioni di rappresentanza.
AALTO COME GENEALOGIA DI VALORI
L’architettura umana è il sistema di valori, non l’oggetto storico.
Il riferimento ad Aalto ancora il progetto a calore, tattilità, scala, luce, morbidezza sociale, raccoglimento e comfort corporeo. Mentre le macchine assorbono l’attività strumentale, l’architettura potrebbe essere valutata più per la creazione di luoghi che le persone vogliono davvero abitare insieme che per l’efficienza con cui gestisce i loro flussi.
TIPOLOGIE
Dove Proxy Society incontra l’architettura
Atri, sportelli di servizio, sale d’attesa e ingressi istituzionali medieranno sempre più tra persone presenti e persone assenti che agiscono tramite credenziali, dispositivi o agenti.
Aule, studi, sale riunioni e forum civici avranno bisogno di nuovi protocolli di partecipazione mista: chi è davvero presente, chi è rappresentato e come l’autorità viene messa in scena nello spazio.
Le case possono diventare luoghi da cui inviare rappresentanti nel lavoro, nella cura e nell’amministrazione, sollevando domande su privacy, attriti, spazio di sfondo e attenzione selettiva.
Gli spazi più resistenti alla delega potrebbero essere quelli dove rassicurazione, contatto, testimonianza e ospitalità contano di più. Questa resistenza ha importanza architettonica.
PROPOSTA COLLEGATA
L’architettura può diventare parte della struttura di governance che preserva la volontà umana.
Circolazione dei robot, ingressi per rappresentanti, permessi leggibili dalle macchine e zone a priorità umana vanno oltre l’infrastruttura tecnica. Possono esprimere fisicamente quali volontà una società sceglie di preservare.
PROGRAMMA DI RICERCA
Architettura attraverso lavoro sul campo, film e prototipi
Osservare uffici, sale d’attesa, scuole, case, ambienti di servizio e contesti civici. Usare interviste, film e mappe comportamentali per capire cosa fa oggi la presenza fisica sul piano sociale e architettonico.
Seguire dove i sistemi di IA già parlano, programmano, comprano, negoziano, filtrano e decidono per le persone; poi mappare stanze, sportelli, code, scrivanie e incontri che queste azioni spostano o trasformano.
Progettare e provare stanze, soglie e situazioni istituzionali per una partecipazione mista umana e per rappresentanza. Lavorare con piante, sezioni, interfacce, arredi, segnaletica, scenari e frammenti in scala 1:1.
Confrontare prototipi tramite riscontri qualitativi, osservazione comportamentale e lettura architettonica, poi sintetizzare principi per un’architettura umana in condizioni di presenza delegata.
RISULTATI ATTESI
Cosa dovrebbe produrre la tesi di dottorato
O01Un quadro concettuale della presenza delegata come condizione architettonica
O02Un insieme di tipologie e scenari architettonici per la partecipazione mista umana e per rappresentanza
O03Principi progettuali per spazi di presenza scelta, dove esserci conta ancora
O04Un metodo ibrido che combina architettura, design dell’interazione, etnografia, cinema e prototipazione spaziale
DOMANDE APERTE
Domande che restano vive per l’architettura
Q01Se gli agenti possono partecipare, negoziare e agire per nostro conto, quali forme di spazio acquistano valore proprio perché riuniscono corpi invece di elaborare transazioni?
Q02Come cambiano presenza delegata e assenza attiva soglie, attesa, riunione, ospitalità, lavoro, apprendimento e cura?
Q03Quali qualità architettoniche sostengono la presenza scelta: spazi che le persone vogliono ancora abitare perché esserci offre un valore corporeo, sociale ed emotivo che la delega non può sostituire?
Q04Come dovrebbe l’architettura rivelare, mettere in scena o limitare la partecipazione di persone assenti che agiscono tramite rappresentanti autonomi?
PROPOSTA
Il rappresentante è il cambiamento tecnologico. La presenza umana è la domanda architettonica.
La tesi di dottorato scommette che l’ascesa dei rappresentanti mantenga l’importanza dell’architettura e renda nuovamente visibile il valore spaziale, sociale e sensoriale di essere insieme in un luogo.